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L'ESPERIMENTO

Nella sua prima fase il progetto Bake4fun ha ucciso 36 suini.
Agli animali, sottoposti a sperimentazione sin dalla nascita, era stata indotta una anemia ferropriva.

Arrivati a 40 giorni i maialini sono stati divisi in diversi gruppi e alimentati per un mese con un chilo di pane al giorno. Una tipologia di pane diversa per ogni gruppo era distribuita in modo da poter confrontare l'impatto sul loro organismo  delle varie farine arricchite di ferro ed eventuali effetti benefici.

I suini hanno subito prelievi costanti di feci e sangue tramite un catetere permanente alla giugulare.

Al termine dell'esperimento gli animali sono stati uccisi e dal loro corpo sono stati prelevati campioni di tessuto per ulteriori analisi.

Per quanto riguarda gli esiti di questi crudeli test gli stessi ricercatori affermano che i risultati riguardanti le potenzialità antinfiammatorie della farina di farro non erano univoci e ulteriori studi saranno necessari per  meglio identificarne gli effetti in condizioni difficili.

 

LA VIVISEZIONE: I NUMERI

Ogni anno almeno 115 milioni di animali vengono allevati, torturati e uccisi in nome della scienza nei laboratori di tutto il mondo.

12 milioni nella sola Europa.
In Italia ci sono 600 laboratori in cui vengono torturati e soppressi 800mila* animali ogni anno.

Il numero è sottostimato: i dati infatti sono raccolti su autocertificazione degli stessi laboratori.

I campi d'impiego degli animali sono molteplici: la ricerca di base, la ricerca e lo sviluppo di farmaci, i test di tossicità.
Ma la vivisezione si nasconde anche dietro ai più comuni prodotti che utilizziamo e consumiamo ogni giorno.

Se dall'11 marzo 2013 una direttiva europea ha imposto il divieto di testare su animali gli ingredienti dei cosmetici esistono altri settori che causano la sofferenza e la morte di un numero impressionante di animali.

*Dati relativi al triennio 2010-2012 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 17-6-2015 ( link tabelle: http://goo.gl/chWqOg)

 

VIVISEZIONE E ALIMENTAZIONE UMANA

Negli ultimi anni il business tentacolare della vivisezione si è infiltrato in un nuovo settore: l'alimentazione umana.
Sempre più alimenti definiti “funzionali” destinati al consumo umano sono stati immessi sul mercato dopo essere stati testati su animali.

Un alimento nella sua forma naturale o addizionata/ arricchita può essere considerato funzionale se dimostra di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo. La validazione scientifica dei test permette all’azienda produttrice di apporre sulle etichette delle confezioni indicazioni che ne sottolineino specifiche proprietà benefiche per la salute. Nel compiere le proprie scelte nutrizionali i consumatori sono sempre più influenzati dallo stretto legame tra regime alimentare e benessere fisico. Gli alimenti funzionali non sono pillole, non sono integratori, ma prodotti che rientrano nelle normali abitudini alimentari come il pomodoro, l’aglio, gli oli, le noci, i cereali integrali, i legumi, il caffè, il latte vegetale o animale addizionato o privato di alcune componenti nutrizionali.

Una lista infinita di prodotti potenzialmente interessanti per l’industria alimentare, che ha già individuato negli alimenti funzionali un settore di mercato in fortissima espansione e dalle enormi possibilità di profitto.

 
La vivisezione nel piatto e' una campagna di Animal Amnesty
 
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